Eccoci a riprendere il cammino con il nuovo ciclo di incontri 2026/2027 intitolato
“RIMANERE UMANI”.
Perché questo titolo? Perché viviamo un tempo straordinario e anche terribilmente inquieto. Un tempo che inevitabilmente ci interroga sul nostro modo di essere al mondo.
E una domanda urge: che cosa ci rende veramente umani? che cosa ci costituisce?
Una domanda nata da una grande provocazione, quella di Papa Leone XIV, che nella sua Enciclica Magnifica Humanitas ci invita a riconoscere e custodire la «magnifica umanità» creata da Dio e mostrata nella sua pienezza in Cristo.
Ma che cosa significa, oggi, rimanere umani?
Per riflettere insieme, partiremo da storie concrete, da uomini e donne che, nel loro agire quotidiano, ci mostrano che cosa significa custodire l’umano. Come Grégoire Ahongbonon, protagonista del primo incontro.
Il CENTRO CULTURALE LUIGI PADOVESE in collaborazione con TERRALUCE ENTE FILANTROPICO / AMICI DI ZINVIÈ e l’UNITA’ PASTORALE DI CUCCIAGO-SENNA presenta il primo appuntamento del ciclo 2026/2027 “Rimanere umani”
SPEZZARE LE CATENE, RESTITUIRE DIGNITÀ L’opera di Grégoire Ahongbonon per la salute mentale in Africa e nel mondo
con GRÉGOIRE AHONGBONON
Intervengono la dott.ssa Chiara Ruffini e il dott. Michelangelo Bartolo
Modera il giornalista Michele Luppi.
SABATO 12 SETTEMBRE 2026, ORE 21
presso Auditorium Centro Parrocchiale S. Arialdo di CUCCIAGO
Ingresso libero
Grégoire Ahongbonon, fondatore dell’Association Saint-Camille-de-Lellis, è impegnato da oltre trent’anni nell’accoglienza e nella cura delle persone con disturbi mentali emarginate e incatenate in diversi Paesi dell’Africa occidentale.
In paesi dove i malati psichiatrici vengono segregati e spesso incatenati, il modello proposto da Saint-Camille mette al centro la persona e la sua dignità. Un’esperienza che ha ricevuto attenzione e molti riconoscimenti anche a livello internazionale.
Interverranno anche la dott.ssa Chiara Ruffini, psichiatra di Milano, e il dott. Michelangelo Bartolo, pioniere della telemedicina in Italia
La storia di Gregoire ci ricorda che siamo chiamati a “Rimanere umani”: a riconoscere in ogni persona una dignità che nessuna malattia o fragilità possono cancellare.

