I nostri post

Le cose che sto imparando

Dopo il lungo periodo di isolamento, è probabile che abbiamo imparato qualcosa (poco o tanto) per la nostra vita. Un qualcosa che riconosciamo utile per il nostro ricominciare.
Fabio Fazio ci confida ciò che lui ha imparato nel periodo di lockdown e da cui vuole trarre tesoro.
E se, in un esercizio di consapevolezza, volessimo anche noi commentare qui sotto ciò che abbiamo imparato noi?

Fabio Fazio

I testimoni ‘scelti’ dal Papa

In questo periodo Papa Francesco ha spesso ‘chiamato’ a sorpresa Vescovi, Sacerdoti, Medici, Imprenditori o Persone comuni, per ringraziarle del modo in cui stavano o avevano affrontato, questo periodo.

Tuttavia nel compiere questo gesto così diretto ed inusuale per un Papa, dava quasi l’impressione di voler indicare a tutti degli esempi da seguire ed ai quali ispirarsi.

Le persone a cui è capitato di sentirsi chiamare inaspettatamente dal Papa hanno poi comunicato questa esperienza a tutti tramite i media che l’hanno raccolta e divulgata.

Fra queste proponiamo, la telefonata del Papa in diretta a Lorena Bianchetti, la conduttrice del programma di Rai1 “A sua immagine” nel giorno del venerdì santo, l’intervista di Fazio su Rai2 mons. Derio Vescovo di Pinerolo e l’intervista del Tg1 all’imprenditore Giovanni Arletti,

Coltivare la speranza

La speranza è la nostra compagna di viaggio per ben camminare. La parola speranza deriva dalla radice sanscrita “spa” che significa “tendere verso una meta”. Ed è proprio questo che significa sperare: protenderci verso qualcosa che non possiamo ancora vedere, ma che ci aiuta ad andare avanti.

E allora è necessario coltivare la speranza per il futuro, in un tempo particolare come quello odierno … coltivare la speranza negli ospedali, nelle scuole e nella cultura.

Ne parlano la dottoressa Giustina De Silvestro (direttrice dell’Unità Operativa Immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova) e il professore e scrittore Alessandro D’Avenia, entrambi intervistati dal Direttore Mario Calabresi. Il finale musicale è commentato dal maestro Maurizio Blatto.

Niente sarà come prima…

Niente sarà come prima. Anzi tutto sarà come prima

L’uomo, dall’inizio dei tempi, di fronte alla moltitudine di sciagure che ha vissuto, quasi sempre principiandole lui di suo pugno, ha urlato inutilmente l’inizio di un tempo nuovo e inedito, che poi ogni volta non accade. Forse perché nel suo “urlo” manca la sua stessa voce?

Daniele Mencarelli

Alla ricerca della bellezza ‘semplice’

Bisogna avere cura dell’ora, ma per il domani

Una riflessione del Papa in una sua intervista: “Bisogna avere cura dell’ora, ma per il domani. Tutto questo con creatività. Una creatività semplice, che tutti i giorni inventa qualcosa. In famiglia non è difficile scoprirla. Ma non bisogna fuggire, cercare evasioni alienanti, che in questo momento non sono utili”.

Quando la vita “si stringe”, ti invita e ti stimola a muoverti in un rapporto diverso con la realtà e diventi ad esempio più creativo nelle relazioni, più “cercatore di bellezza” nelle piccole cose, più attento custode delle fragilità. Guardi, tocchi, fai esperienza di meno cose, ma guardi, tocchi, sperimenti più a fondo, con meno superficialità. Se lo vuoi.

E una ragazza liceale qui ce lo testimonia.

Foto di Rachele Cucco

Ad-Dio al Cardinale Renato Corti

+ Oggi, martedì 12 maggio, il Cardinale Emerito Renato Corti è tornato al Padre.

Fu Vicario generale durante l’episcopato del Cardinale Martini, poi Vescovo di Novara. Ricevette la porpora da papa Francesco nel 2016.

Lo ricordiamo con affetto nell’incontro Dio è Misericordia” organizzato a Cucciago dal Centro Culturale Luigi Padovese il 7 febbraio 2016, l’anno del giubileo della Misericordia.

Ci aveva ricordato che etimologicamente, “Misericordia” significa “aprire il cuore al misero” e il misero è ciascuno di noi, definito dal grande bisogno di relazione con l’Altro, che si svela e si curva sul nostro “nulla”. E noi lo ricordiamo desideroso di relazionarsi in modo vero – e non formale – con tutti noi, appassionato nel testimoniarci la sua esperienza di Chiesa, rispettoso e attento nella cura delle risposte.

E, ricordandolo con affetto, chiediamo ancora la sua benedizione e ora, anche la sua intercessione.

Qui un ricordo della sua presenza a Cucciago

Il libro gratuito del Papa

La Comunione della Chiesa. Sostegno nel tempo della prova

Il volume digitale è disponibile gratuitamente sul sito della Libreria Editrice Vaticana. L’iniziativa editoriale vuole essere “un piccolo aiuto per saper scorgere la vicinanza e la tenerezza di Dio in questo periodo fatto di dolore, sofferenza, solitudine, paura.” Il libro intitolato “Forti nella tribolazione” è disponibile in formato digitale con aggiornamenti quotidiani

E’ sufficiente collegarsi al sito della Libreria Editrice Vaticana per poterlo scaricare ed avere così a disposizione uno strumento per condividere, meditare e pregare assieme.

IL Papa: così sto vivendo l’emergenza pandemia

Come sta vivendo il Papa la crisi causata dal Covid-19?   E come prepararsi al dopo? Francesco ha risposto a distanza, registrando degli audio, alle domande del giornalista e scrittore britannico Austen Ivereigh. L’intervista è stata pubblicata su più testate straniere e in Italia su Civiltà Cattolica.
Un’intervista a tutto campo, riguardante aspetti personali della vita del Papa, della vita della Chiesa e della politica internazionale. Il tutto, con uno sguardo al dopo pandemia.
Una sua riflessione fra tutte: “E’ questo che tutti noi dobbiamo fare oggi: prendere le radici delle nostre tradizioni e salire sui monti”.

Papa Francesco

La Chiesa ai tempi del Corona Virus

Riflessioni di Franco Nembrini

Abbiamo conosciuto il Prof. Franco Nembrini nel lontano gennaio 2018 in un incontro organizzato dalla Parrocchia di Cucciago. Ce lo ricordiamo educatore appassionato, brillante comunicatore e “ricercatore dell’umano”.
Eccolo, intervistato da Gigi De Palo per il Forum delle Associazioni Familiari, sulla vita della Chiesa nel tempo della pandemia.
Queste le sottolineature: la cosiddetta profezia di Benedetto XVI nel radiomessaggio del 1969, la rinuncia alla Comunione sacramentale con la riscoperta del Battesimo, la capillarità della presenza da parte della Chiesa in un’ affezione concreta al popolo.

Franco Nembrini