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…L’Annunciazione in un saluto da Padova

Immagine tratta dal sito http://www.arteworld.it

In attesa di una decisione sulla possibilità di effettuare la due giorni a Padova–Portogruaro per commemorare il decimo anniversario della morte di Mons. Padovese,  il Prof Roberto Filippetti – nostra guida a Padova – ci ha mandato un saluto online. Un saluto speciale, in un giorno speciale, il giorno dell’Annunciazione. “In questo giorno l’Eterno entra nel tempo ed allora tutto cambia….“

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…andrà tutto bene…

Andrà tutto bene. È un augurio. È una speranza.
Andrà tutto bene, ma non per tutti. C’è già chi piange i morti, chi deve ricucire le proprie ferite, chi deve cullare le proprie fatiche, chi deve riempire i vuoti rimasti. Già oggi. Ma anche domani.
“Andrà tutto bene” è solo una speranza.
E se la speranza diventasse una certezza? La certezza che tutto è e “sarà per il bene”. Oggi e domani.
Una certezza che Gesù ha regalato a una mistica del 1300. Una certezza che Gesù regala anche a noi, oggi.

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Lo spazio dentro casa

Pianificare le attività in casa come se fossimo su una navicella spaziale attraverso il consiglio dell’astronauta Paolo Nespoli, conosciuto ed apprezzato il 15 marzo 2014 in occasione dell’incontro organizzato dal Centro Culturale Luigi Padovese dal titolo “Sei mesi da extraterrestre”

“Se ci focalizziamo sulla missione di sconfiggere il virus, supereremo anche le piccole difficoltà a cui ci espone questo costringerci in spazi limitati, perché la nostra casa-navicella è il posto che ci fa vivere”.

Io Credo

“Io Credo” con Papa Francesco IV puntata

Io Credo, dopo Padre Nostro e Ave Maria, chiude una trilogia. Un progetto editoriale particolarmente significativo per TV2000, iniziato nel 2017. Ci sono preghiere, pietre miliari della fede cristiana, che sono state consumate dall’abitudine. Parole che sembrano non coinvolgerci più intimamente. L’idea è quella di andare alla radice di queste antichissime parole attraverso conversazioni che possano aiutare a far nascere delle domande. Otto puntate, in cui si intrecciano le voci di Papa Francesco, che continua ad essere parte attiva del progetto, quella di una comunità (attraverso la storia di chi la vive) e quella di un personaggio noto del panorama culturale e artistico. L’obiettivo è proporre una riflessione sulla preghiera del ‘Credo’ attraverso l’incontro con persone che condividono la fede, altre che si interrogano o che sono “semplicemente” alla ricerca di risposte. «Il Credo non è un grido di battaglia contro il nemico, bensì la parola d’ordine segreta con cui si riconoscono gli amici buoni», scrive nel V^ secolo il vescovo Rufino di Aquileia. Rispettosi e curiosi della personale ricerca di ciascuno, il filo teso di questo nuovo racconto è: “Credo. Non credo. Perché dovrei credere?”. Un programma rivolto a tutte le donne e gli uomini che, da sempre, s’interrogano sul loro destino, sul senso del loro vivere.

di don Marco Pozza con Andrea Salvadore

Regia di Andrea Salvadore

Testo tratto dal sito di TV 2000

…il confessore del Papa si racconta…

Udienza di inizio quaresima

Non avere paura di perdonare

di Padre Luis Dri , Andrea Tornielli,  Alver Metalli 

Nove fratelli crescono nelle campagne più povere dell’Argentina. Otto di loro sceglieranno la vita religiosa. E uno di questi otto, segnato dalla grazia del perdono, diventerà il confessore prediletto di Papa Francesco. Questa è la sua storia, dalla giovinezza in seminario all’attività missionaria nelle favelas, al primo incontro con Bergoglio allora vescovo che si spostava in tram per le periferie di Buenos Aires, fino alla lettera con cui il pontefice gli raccomanda di dispensare “misericordia a secchiate”. Padre Dri illumina in queste pagine di memoria e riflessione, introdotte dalla prefazione di Papa Francesco, il senso di un’idea di peccato e di redenzione, quella del Papa, nata nella povertà dell’America Latina e nella consuetudine quotidiana con gli ultimi della terra, con i loro problemi e con i compromessi della loro vita. Un racconto intenso che va con semplicità al cuore di grandi temi umani, filosofici e politici, dal celibato dei religiosi all’esclusione sociale, permettendoci di capire meglio il senso e la profondità del messaggio di accoglienza universale di papa Francesco, quello riassunto nella celebre domanda che ha conquistato il mondo: “ Chi sono io per giudicare?”.

Testo tratto dal sito RAI LIBRI