Il Centro Culturale Luigi Padovese, presenta il quarto appuntamento del ciclo “DA DOVE RIPARTIRE”Un cammino insieme, mossi da una Speranza.

Dialogo con:

Il Centro Culturale Luigi Padovese propone il quarto evento del ciclo “Da dove ripartire – Un cammino insieme, mossi da una Speranza” con un tema che ci sta molto a cuore: è ancora possibile annunciare il Vangelo nel mondo di oggi? E in che modo è possibile farlo?

Ne vogliamo parlare con S.E.R. Mons. Repole, teologo e Arcivescovo metropolita di Torino e Vescovo di Susa.

Rivedi l’incontro sul nostro canale YouTube

Ne vogliamo parlare perché il problema è evidente. Con duemila anni di storia, il cristianesimo è la più grande religione del mondo. Eppure gli scricchiolii che si percepiscono nell’edificio della cristianità non possono essere sottovalutati. La Chiesa appare invecchiata e impacciata, in difficoltà soprattutto in Europa, dove per tantissimi la «questione di Dio» ormai non ha più alcuna rilevanza.

Diventa sempre più evidente la centralità del tema della missione della Chiesa.

Incisiva, provocatoria, incoraggiante è l’espressione ormai nota di Papa Francesco: “Chiesa in uscita”… in uscita verso gli uomini e la storia che essi impastano ogni giorno. Ma in che modo, secondo quale forma e con quale stile la Chiesa può davvero essere in uscita missionaria, senza abdicare alla propria identità e senza farlo con modalità improponibili in un contesto sociale complesso e problematico, segnato da una secolarizzazione che “fragilizza” la fede anche dei cristiani, da una globalizzazione che, assolutizzandone il mito tecnocratico ed economico, provoca diseguaglianze e gravi violazioni della dignità umana, da un pluralismo religioso strutturale che ha come effetto una relativizzazione della visione cristiana della vita e del mondo?

Che la Chiesa, in qualunque luogo e situazione si trovi ad esistere, sia strutturalmente missionaria è un dato acquisito. Ciò che, invece, non è acquisito è il modo, la forma, lo stile con cui la missionarietà della Chiesa deve esplicitarsi qui e ora nel nostro mondo occidentale caratterizzato da una cultura non più impregnata di cristianesimo e assimilabile in qualche modo ai cosiddetti “paesi di missione” nei quali il Vangelo non è mai stato annunciato.

E’ importante quindi che l’invito decisivo di Papa Francesco ad “uscire” non rimanga semplicemente uno slogan, ma ci interroghi personalmente e come comunità.

Perché, per “uscire”, è necessario che ci sia ‘dentro’ qualcuno. Qualcuno che abbia consapevolezza del decisivo incontro con Gesù Cristo in ordine al senso della vita, e per ciò stesso che sia grato del grande dono ricevuto della Sua Presenza.

Solo così si potrà uscire, e non a mani vuote o con parole inascoltate, ma offrendo lo stesso dono ricevuto, riconosciuto, vissuto e offerto per essere “sale e lievito” della storia umana.

Come dice Mons. Repole “La fede e l’appartenenza alla Chiesa è adesione che si rinnova sempre di nuovo, nel mutare delle situazioni, nei diversi tornanti dell’esistenza, nel cambiamento dei tempi, oggi così vorticoso”