Io Credo

“Io Credo” con Papa Francesco IV puntata

Io Credo, dopo Padre Nostro e Ave Maria, chiude una trilogia. Un progetto editoriale particolarmente significativo per TV2000, iniziato nel 2017. Ci sono preghiere, pietre miliari della fede cristiana, che sono state consumate dall’abitudine. Parole che sembrano non coinvolgerci più intimamente. L’idea è quella di andare alla radice di queste antichissime parole attraverso conversazioni che possano aiutare a far nascere delle domande. Otto puntate, in cui si intrecciano le voci di Papa Francesco, che continua ad essere parte attiva del progetto, quella di una comunità (attraverso la storia di chi la vive) e quella di un personaggio noto del panorama culturale e artistico. L’obiettivo è proporre una riflessione sulla preghiera del ‘Credo’ attraverso l’incontro con persone che condividono la fede, altre che si interrogano o che sono “semplicemente” alla ricerca di risposte. «Il Credo non è un grido di battaglia contro il nemico, bensì la parola d’ordine segreta con cui si riconoscono gli amici buoni», scrive nel V^ secolo il vescovo Rufino di Aquileia. Rispettosi e curiosi della personale ricerca di ciascuno, il filo teso di questo nuovo racconto è: “Credo. Non credo. Perché dovrei credere?”. Un programma rivolto a tutte le donne e gli uomini che, da sempre, s’interrogano sul loro destino, sul senso del loro vivere.

Di don Marco Pozza con Andrea Salvadore

Regia di Andrea Salvadore

Testo tratto dal sito di TV 2000

La Messa del Papa di oggi per i malati di “Coronavirus”

9 marzo 2020 – Il Papa offre la diretta della Santa Messa del mattino da Santa Marta per i malati di “coronavirus”

L’omelia del Papa

La prima Lettura del profeta Daniele è una confessione dei peccati. Il popolo riconosce che ha peccato … “Signore, sei stato fedele con noi ma noi abbiamo peccato, abbiamo operato da malvagi e da empi. Siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi. Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri Padri e a tutto il popolo del Paese”. C’è una confessione dei peccati, un riconoscere che abbiamo peccato. E quando noi ci prepariamo a ricevere il sacramento della riconciliazione, dobbiamo fare quello che si chiama “esame di coscienza” e vedere cosa ho fatto io davanti a Dio: ho peccato. Riconoscere il peccato. Ma questo riconoscere il peccato non può essere soltanto fare un elenco dei peccati intellettuali, dire “ho peccato”, poi lo dico al padre e il padre mi perdona. Non è necessario, non è giusto fare questo. Questo sarebbe come fare un elenco delle cose che devo fare o che devo avere o che ho fatto male, ma rimane nella testa. Una vera confessione dei peccati deve rimanere nel cuore. Andare a confessarsi non è soltanto dire al sacerdote questo elenco, “ho fatto questo, questo, questo, questo …”, e poi me ne vado, sono perdonato. No, non è questo. Ci vuole un passo, un passo in più, che è la confessione delle nostre miserie, ma dal cuore; cioè, che quell’elenco che io ho fatto delle cose cattive, scenda al cuore. E così fa Daniele, il profeta. “A te, Signore, conviene la giustizia; a noi, la vergogna”. Quando io riconosco che ho peccato, che non ho pregato bene e questo lo sento nel cuore, ci viene questo sentimento di vergogna: “Io mi vergogno di avere fatto questo. Ti chiedo perdono con vergogna”. E la vergogna per i nostri peccati è una grazia, dobbiamo chiederla: “Signore, che io mi vergogni”. Una persona che ha perso la vergogna perde l’autorità morale, perde il rispetto degli altri. Uno svergognato. Lo stesso accade con Dio: a noi la vergogna. A te la giustizia, a noi la vergogna. La vergogna sul volto, come oggi. “Signore – continua [Daniele] – la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te”. Al Signore nostro Dio, prima aveva detto la giustizia, adesso dice la misericordia. Quando noi abbiamo non solo il ricordo, la memoria dei peccati che abbiamo fatto, ma anche il sentimento della vergogna, questo tocca il cuore di Dio e risponde con misericordia. Il cammino per andare incontro alla misericordia di Dio, è vergognarsi delle cose brutte, delle cose cattive che abbiamo fatto. Così, quando io andrò a confessarmi dirò non solo l’elenco dei peccati, ma i sentimenti di confusione, di vergogna per avere fatto questo a un Dio tanto buono, tanto misericordioso, tanto giusto. Chiediamo oggi la grazia della vergogna: vergognarci dei nostri peccati. Che il Signore a tutti noi ci conceda questa grazia.

Testo dell’omelia del 9 marzo 2020 in Santa Marta di Papa Francesco Tratto dal sito https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-03/papa-francesco-messa-diretta-casa-santa-marta-coronavirus.html

Papa Francesco

Udienza di inizio quaresima

NON AVER PAURA DI PERDONARE

IL “CONFESSORE DEL PAPA” SI RACCONTA

di Padre Luis Dri , Andrea Tornielli,  Alver Metalli 

Nove fratelli crescono nelle campagne più povere dell’Argentina. Otto di loro sceglieranno la vita religiosa. E uno di questi otto, segnato dalla grazia del perdono, diventerà il confessore prediletto di Papa Francesco. Questa è la sua storia, dalla giovinezza in seminario all’attività missionaria nelle favelas, al primo incontro con Bergoglio allora vescovo che si spostava in tram per le periferie di Buenos Aires, fino alla lettera con cui il pontefice gli raccomanda di dispensare “misericordia a secchiate”. Padre Dri illumina in queste pagine di memoria e riflessione, introdotte dalla prefazione di Papa Francesco, il senso di un’idea di peccato e di redenzione, quella del Papa, nata nella povertà dell’America Latina e nella consuetudine quotidiana con gli ultimi della terra, con i loro problemi e con i compromessi della loro vita. Un racconto intenso che va con semplicità al cuore di grandi temi umani, filosofici e politici, dal celibato dei religiosi all’esclusione sociale, permettendoci di capire meglio il senso e la profondità del messaggio di accoglienza universale di papa Francesco, quello riassunto nella celebre domanda che ha conquistato il mondo: “ Chi sono io per giudicare?”.

Testo tratto dal sito RAI LIBRI